Demolizione barca: come funziona in Italia e cosa deve fare l’armatore

Demolizione barca – Foto di PR Ecology

La demolizione delle barche è un tema che da anni ormai fa discutere, qui in Italia. Spesso si vedono veri e propri cimiteri di barche abbandonate al loro destino con i proprietari che ormai da anni si sono dimenticati della loro esistenza. Ci sono zone d’Italia con distese di barche semidistruttescafi allo sfascio nei piazzali delle campagne. C’è pure chi in barba alla legge e all’ambiente decide di affondare la barca.

Demolizione barca: come si arriva a questo?

Le barche sono fatte per durare per sempre, almeno nei nostri sogni. Ma ci sono casi in cui la barca, per svariate ragioni o problemi, diventa inutilizzabile. Quando la barca diventa troppo vecchia, ha problemi e i costi per la riparazione sono alti. Poi c’è anche l’ormeggio da pagare. Una soluzione potrebbe essere la “rottamazione delle barche”, ma sono pochi a farlo per ora. Perché? Abbiamo chiesto all’azienda italiana PR Ecology di spiegarci come funziona, quanto costa, i problemi e come si potrebbero risolvere.

Per la demolizione di una barca servono tanti documenti?

“Burocraticamente non è difficile per l’azienda. Ovviamente deve essere autorizzata a svolgere questo tipo di lavori. Per l’armatore è la stessa cosa. Basta portare tutta la documentazione della barca e toglierla dal registro. Anche la Capitaneria deve controllare che la demolizione avvenga effettivamente e che tutto sia in regola.”

Esiste un registro delle barche rottamate?

“No, non esiste un registro demolizione barche. Quindi non c’è neppure il “certificato di rottamazione” che invece esiste nel mondo dell’automobile. Detto questo ci deve comunque essere una traccia con il nome dell’imbarcazione, perché una volta demolita sennò, non se ne saprebbe più nulla. In questo senso, però, una barca è difficile anche da inquadrare come tipologia di rifiuto.”

Come funziona la demolizione?

“Di fatto la barca deve essere portata a pura vetroresina. Tutto ciò che si trova a bordo come le tappezzerie, gli acciai e la strumentazione elettronica deve essere rimosso. Un armatore può scegliere se farsi questo lavoro da sé, oppure  affidarlo alla ditta demolitrice  che provvederà  alla rimozione per tipologia dei diversi materiali con successivo  smaltimento degli stessi . Se a bordo di una barca sono presenti materiali pericolosi (liquidi o solidi ) si provvederà a campionare il materiale con successive analisi da un laboratori accreditato.

Quando si attiva questa procedura i tempi per la demolizione arrivano a durare anche un mesetto. Se invece è risaputo e comprovato che a bordo non ci sono materiali pericolosi e la barca è già pronta, in uno o due giorni è tutto finito. Per barca “già pronta” si intende una in cui non c’è il frigo, non ci sono olii da rimuovere, acque nere e via dicendo. Come spiegavamo prima, deve essere solo vetroresina. In ogni caso prima l’azienda si incarica di svolgere un sopralluogo per verificare che tutto sia in ordine prima della demolizione.”

Quanto costa rottamare una barca in Italia?

Questo è il vero problema. Noi come azienda ci occupiamo di rifiuti e smaltimento in generale, ma nel tempo abbiamo ricevuto moltissime richieste per la demolizione delle barche. Parte il sopralluogo e poi mandiamo il preventivo. Dipende da demolitore a demolitore. Per fare le cose in regola però i costi sono necessariamente molto elevati.

Una soluzione possibile

Per sbloccare questo impasse una soluzione ci sarebbe e ce l’abbiamo davanti agli occhi da anni. Si chiamano incentivi statali alla rottamazione. Certo, in questo momento particolare le priorità sono altre. Non va dimenticato, però, che la nautica è una voce importante del PIL del nostro paese e dare un incentivo che strizzi l’occhio al mercato interno (e non solo all’export) potrebbe dare un incremento importante.

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