Stai comprando una barca usata? Ecco come non avere brutte sorprese

barca usata

Dopo aver selezionato il modello di barca usata che vi interessa inizia la fase della verifica e delle prove in mare. Il valore e la complessità del bene in questione sono tali da non permettere improvvisazioni: la fregatura è sempre in agguato, specie per chi è alla ricerca dell’affare del secolo e allettato solo dal prezzo dimentica che, nelle barche, gli interventi di riparazione possono essere anche molto salati.

Barca usata, per diportisti navigati e non

Per chi è poco esperto, il primo consiglio è dunque di farsi assistere da un professionista del settore. Il compenso di questi periti è spesso ripagato perché i difetti rilevati da chi conosce bene le barche aiutano nella trattativa a levigare il pezzo. In particolare sulle barche a motore più grandi la presenza di un meccanico è indispensabile: il motore è l’organo più complesso e costoso di un’imbarcazione, ed è anche quello che più risente dell’età.

Per chi invece è più “navigato”, abbiamo sintetizzato i punti critici di un’imbarcazione in vetroresina, quelli che più di altri sono soggetti al deterioramento e il cui “refit” può comportare costi di rilievo.

Stai comprando una barca usata? Ecco 5 punti da controllare con attenzione

Pulpiti: sono le parti maggiormente esposte di una barca e quindi le più soggette a urti. Se il tubo d’acciaio si è piegato, non temete, si raddrizza con felicità. Più complessa e costosa è la riparazione della zona di coperta su cui poggiano le basette. In questo caso è necessario verificare l’integrità della vetroresina. Se si notano le ragnatele del gelcot bisogna approfondire l’analisi, per essere certi che siano solo superficiali.

Ponte in teak: può avere svariati tipi di problemi. Alcuni comportano interventi modesti come la gomma o i tappi delle viti che saltano. Quelli più sostanziosi sono ad esempio il distacco delle doghe dal sottofondo.

Impianto idrico: dopo aver attivato l’autoclave aspettate che il circuito vada in pressione e poi aprite ad una ad una le singole utenze per verificare il flusso. Se, con i rubinetti chiusi, dopo un po’ di tempo l’autoclave si riaccende c’è una perdita nel circuito. A questo punto dovete controllare: boiler, serbatoi di espansione, connessioni tra tubi e valvole di derivazione. Un altro componente soggetto ad avarie è il w.c. una prolungata attivazione della pompa consente di scoprire eventuali trafilaggi o intasamenti.

Sentine e tappezzerie: Si inizia spagliolando tutta la sentina (scoprirla) così da controllarne l’ossatura. In questo modo si vedrà anche la presenza o meno di acqua che andrà “assaggiata” per capire se dolce o salata. Se dopo averla asciugata dovesse ripresentarsi controllate tutti i passascafi. Per quel che riguarda le tappezzerie, più che i tessuti controllate l’eventuale gommapiuma per essere certi che non sia “sfarinata”, cioè vecchia e ormai sbriciolata.

Carena: salvo che non sia a uno stadio piuttosto avanzato, per verificare la presenza di osmosi è opportuno che la barca sia alata in vostra presenza. Se il fenomeno è iniziale le bolle tendono a sparire dopo qualche giorno in secca. L’osmosi può essere “curata”, ma il trattamento è abbastanza lungo e costoso.

I due “vizi” da evitare per comprare la barca usata

Due vizi vanno accuratamente evitati, cari motoristi: la fretta e l’amore a prima vista. Per quanto possa sembrare che così si “uccida” tutto il romanticismo dovrete fidarvi. Entrambi i casi, purtroppo, cozzano con quella che dovrebbe essere la giusta e ponderata valutazione che si deve fare quando si acquista una barca usata. Non deve mancare mai una prova a mare e una successiva verifica a secco dell’opera viva, la parte a contatto con l’acqua. Se possibile presenziate anche alla fase di alaggio della barca, per vedere subito se c’è osmosi. Inoltre serve calma per capire qual è il prezzo finale della barca per le vostre tasche. Questa valutazione comprende i costi di riparazioni, sostituzioni e lavori vari da fare a bordo. Solo così potrete farvi un’idea chiara.

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